Yup, you know this
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| Capitolo 9: La Fuga
Tornata a casa ebbi una brutta sorpresa: era tornata mia madre. Come era stato bello non vedere più quella sagoma rugosa e malefica per quei quattro giorni... ma purtroppo tutto ha una fine. Già, soprattutto quando appena entri in casa ti ritrovi tua madre che ti punta un dito contro in segno di rimprovero. <<silvia, questa casa è un disastro! Ma dove ti credi di stare?! Mi allontano per qualche giorno e qui succede il finimondo!!>>. Guardai attentamente la cucina che si trovava come al solito all'ingresso ma mi sembrava abbastanza apposto. I piatti li avevo lavati, il tavolo era vuoto e pulito e il divano con la tv e il tappeto in ordine e come sempre al proprio posto. <<mamma, perchè succede il finimondo? Qui è tutto apposto!>> la sua espessione peggiorò notevolmente <<ah, è tutto apposto? E cosa mi dici del pavimento!>> guardai per terra ma come prima non notai nessun difetto. Notò la mia espressione contrariata e ricominciò ad urlare <<silvia SUL PAVIMENTO C'è UNA TERRIBILE MACCHIA DI SUGO!!>> indicò anche con il dito la macchia, secondo lei terribile, ma che ad occhio nudo quasi non si notava. Adesso aveva superato ogni limite. <<ah, e qui succede il finimondo per una minuscola macchia di sugo?! Mamma tu sei impazzita del tutto!! E sentiamo dove sei stata poi per 4 giorni, dato che al giorno d'oggi non si avvisa nemmeno>> rispose <<sono stata... non importa dove sono stata! In ogni caso questa casa è un disastro senza di me e tutto per colpa tua, che sei solo una buona a nulla! Mi fai schifo Silvia!! Non fai niente dalla mattina alla sera, non aiuti, non lavori e mi devo pure sentire il resto!!>>. Per sfuggire alle sue urla salì in camera mia al piano di sopra, ma riuscivo comunque a sentirle. Questa volta aveva davvero superato ogni limite, in quella casa le cose dovevano cambiare assolutamente. Una volta che la vecchia andò a dormire misi in atto il mio piano: quella notte sarei scappata da quella casa. Misi nella valigia l'ipod, una parte dei miei vestiti -quelli che usavo di più- il mio computer -era portatile, anche se lo usavo poco potevo permettermelo- il mio ipod e qualche scorta di cibo. Uscita da casa guardai forse per un'ultima volta il lago; da lì sentì provenire una voce che diceva <<buona fortuna Silvia>>. Pensai immediatamente di andare da Katia, ma mia madre una volta che non mi avrebbe trovata sarebbe subito andata da lei. Allora pensai di andare da Paolo, ma mia madre una volta andata da Katia sarebbe andata da lui. C'era solo un posto adatto a quell'occasione: La Prima Cala. Per fortuna il palazzo usato per il mio compleanno era ancora un condizioni decenti e l'ultimo piano sarebbe stato perfetto per me. Comprato un letto ed un frigorifero era il rifugio perfetto per qualche giorno, almeno finchè non si sarebbero calmate le acque. Così dopo aver messo in mezzo a quella sala le mie cose aprì il mio sacco a pelo e dormì. Mi svegliai grazie al vociare dei bagnanti: erano solamente le 9 di mattina. Accesi il cellulare giusto per avere qualche contatto col mondo esterno; non c'era nessun messaggio e nessuna chiamata. Menomale che mia madre diceva sempre di alzarsi presto la mattina, ogni giorno dovevo sentirmi sempre i rimproveri per essermi alzata alle 11. Dato che non avevo niente di meglio da fare scesi in spiaggia e mi buttai in acqua: sentì chiamarmi da lontano, era Paolo. Mi raggiunse in fretta a nuoto e mi baciò. <<silvia, perchè quella faccia?>> <<faccia? Quale faccia??>> Ora che faccia avevo? Non potevo essere altro che contenta dopo la mia fuga. <<non sei come al solito oggi, hai qualcosa di strano... è successo qualcosa?>> dato che in fondo era il mio ragazzo decisi di raccontargli tutto. <<secondo me hai fatto bene a scappare di casa, ma non trovi che così peggiori soltanto le cose?>> risposi contrariata <<no Paolo, peggio di così non sarebbe comunque potuto andare e sono stufa di tutte queste scenate per delle sciocchezze. Io in quella casa non voglio più metterci piede almeno fino a quando ci sarà mia madre ad abitarci.>>. Mi abbracciò; senza rendermene conto stavo piangendo. <<scusa...>> <<non ti devi scusare proprio di nulla, non deve essere facile stare nelle tue condizioni e me ne rendo conto. Sappi che sono dalla tua parte>>. Mi baciò e sparì; quel ragazzo era sempre così strano... arrivava e spariva allo stesso tempo, ma lo amavo comunque più di ogni altra cosa al mondo. Tornai a "casa" e vidi sul cellulare 3 chiamate perse: due di mia madre e una di Katia. C'era anche un messaggio, sempre di Katia, che diceva: "Tua madre e incass. Kiamami quando vuoi vedrò cm aiutarti". La chiamai e le spiegai tutto. Anche lei era daccordo con me, ma dopo passò agli aggiornamenti. <<silvia, tua madre mi ha detto di riferirti che se non tornerai entro stasera chiamerà la polizia. Ma dove stai?>> risposi <<la chiamasse pure la polizia, così io potrò denunciarla. Comunque sto alla Prima Cala>> appena pronunciai quelle ultime parole riattaccò e sentì rimbombare dei passi per le scale: era lei. <<ero certa che fossi qui>> risi <<certo che tu mi conosci alla perfezione cara>> rise anche lei e continuò <<senti, tu cosa vuoi fare?>> <<katia, non lo so... di certo là almeno per ora non torno. Voglio rimanere qui almeno fin quando le cose non miglioreranno.>> rispose <<io ti consiglierei di dirle tutto, in fondo sai com'è fatta potrebbe solo peggiorare tutto>> <<anche Paolo, quando l'ho incontrato prima, me l'ha detto... ma io non intendo mollare tutto. Facesse quel che vuole, tanto qui l'unica colpevole è lei>>. Ci abbracciammo da buone amiche. Katia aggiunse solo <<stanotte dormo qui per farti compagnia, domani vedremo cosa fare>>. |